Stress e lavoro (3): quando lo stress diventa cronico

14 - 1I numerosi studi compiuti sulle persone che hanno raggiunto stati di burnout grave hanno reso possibile l’analisi dei cosiddetti “fattori di rischio” che favoriscono l’insorgenza del problema.
Essi sono in parte legati a caratteristiche individuali e in parte connessi a fattori ambientali.

Dal punto di vista individuale il burnout tende a svilupparsi prevalentemente in:
– fasce demografiche a rischio che sono quelle di persone con età compresa tra 30 e 40 anni e non coniugate o non impegnate stabilmente in una relazione affettiva, che tendono a investire sul proprio lavoro in modo predominante o esclusivo;
– persone con alcune caratteristiche psicologiche che rendono più vulnerabili quali quelle che sono carenti di assertività e che tendono quindi ad essere passive o aggressive di fronte alle difficoltà, nonché quelle che tendono ad accettare difficilmente i cambiamenti, che li vivono in come incontrollabili o ancora quelli con impegni sociali ridotti al di là del lavoro;
– persone che “investono” sul lavoro eccessivamente (anche quelle con dipendenza dal lavoro) che lavorano intensamente o che passano ogni momento della propria settimana a lavorare o a pensare al lavoro e che hanno grandi aspettative di successo sia rispetto ai risultati legati al cambiamento degli utenti che rispetto a eventuali crescite professionali.

Dal punto di vista ambientale esistono dei fattori che predispongono maggiormente al problema, tra i quali rientrano:
– il settore lavorativo di appartenenza che comprende i mestieri che sono stati precedentemente indicati come “a rischio”;
– alcune caratteristiche del lavoro svolto tra cui rientrano il carico eccessivo di lavoro con le persone, la presenza di scadenze pressanti, le ambiguità di ruolo;
– le caratteristiche dell’organizzazione aziendale in cui si opera poiché si osserva che questo problema è più frequente e più intenso in quelle organizzazioni in cui si lavora con incertezza economiche, con contratti instabili e in cui sono poco valorizzate le proprie capacità e si lascia poco spazio all’autonomia nella gestione delle attività quotidiane. In tal senso si tratta di luoghi di lavoro in cui esiste anche un alto rischio di mobbing e di stress lavorativo più in generale.

Come per altre problematiche lavorative è particolarmente importante la conoscenza del problema da parte dei lavoratori e dei datori di lavoro, nonché la possibilità di monitorare i livelli di questa tipologia di stress, sia con opportuni strumenti somministrati periodicamente dai professionisti esperti in questo tipo di valutazioni, che attraverso la costante osservazione delle ricadute del problema sul benessere emozionale, sulle capacità di mantenere l’attenzione nelle proprie mansioni, sulla serenità nel rapporto con l’utenza e sulla qualità del servizio offerto.