I nodi familiari e loro soluzione

E’ evidente come i modelli familiari orientino e determino gran parte delle nostre problematiche e delle modalità adottare per risolverli.
La famiglia è un sistema complesso, sorretto da equilibri non sempre visibili e mosso dal valori dei lealtà e appartenenza
Lealtà di pensiero, di emozioni e di motivazioni che talvolta evadono il razionale e rispondono a dinamiche molto fini.
Ad esempio, le liti fra fratelli riguardano solo in parte le loro diversità ma, ad una osservazione più allargata, riflettono, prima di tutto, conflitti e punti di vista dei genitori.
Così se madre e padre sono in frizione tra loro, i figli si schiereranno per l’una o per l’altro in una sorta di “spartizione” per assegnare sostegno e vicinanza ai diversi membri del nucleo coniugale.
Esattamente come le diverse particolarità dei figli possono essere riconosciute come un valore «sei intelligente come il babbo, farai carriera» oppure come una squalifica «sei timido come tuo padre, nella vita non ce la farai mai».
Nella maggior parte dei casi questo accade in modo inconsapevole e produce, nel tempo, un prezzo molto alto da pagare: la rinuncia di una parte di quella risorsa affettiva indispensabile che ci viene consegnata dall’amore di entrambi i genitori.
Non soltanto, risulterà debole, anche quel rapporto di solidarietà e di vicinanza, che orienterà la nostra capacità di relazionarci e avvicinarci all’altro, in un gruppo di lavoro, in un gruppo di amici.
In effetti chi sa ha stabilito buoni rapporti con fratelli e le sorelle sa stare meglio e più naturalmente, anche con gli altri; sa creare cioè comunità e fratellanza.
Soffermarsi a riflettere sul proprio vissuto familiare è di nevralgica importanza per comprendere le nostre relazioni attuali.
La capacità di saper allargare il nostro punto di vista e contemplare la propria storia individuale all’interno di un contesto più ampio dovrebbe potere includere i genitori, i fratelli, i nonni e, per chi può, figure ancora più risalenti nel tempo.
Questo per comprendere come certe dinamiche, talvolta anche patologiche, abbiano origini lontane, e come si riattualizzino attraverso alleanze e lealtà tra i membri per garantire a tutti i componenti familiari qualcosa.
In terapia, l’analisi della storia familiare, evidenzia come certi nodi si ripropongono con l’implicita esigenza di essere sciolti attraverso nuove modalità: positive, rispettose e mature. Così la risoluzione di un nodo è un momento di evoluzione dell’intero sistema familiare.

Il conflitto può trovare una sua soluzione e ciò che prima era vissuto come diverso e separato si ri-unisce.
Ad esempio un genitore può assegnare un ruolo a un figlio o a una figlia che ricordi un fratello o una sorella molto amati e magari morti o lontani oppure anche che ricordi la propria madre o il proprio padre. In certi casi i figli portano persino lo stesso nome dalla persona che ricordano. Viene dunque proiettato sul figlio il ricordo di altri; la relazione viene orientata in modo da rispondere e soddisfare questa aspettativa.
Questo ruolo spesso si trasforma in una condizione opprimente per il figlio o la figlia, non sviluppa sanamente la relazione adulto–bambino e infine non consente di vivere la relazione con i propri fratelli sullo stesso piano.
Per interrompere questo circuito è fondamentale non giudicare genitori e fratelli poiché tutto ciò accade al di fuori del consapevole e risponde a meccanismi talmente sottili ed antichi da essere quasi automatici. E’ necessario imparare a vedere, a leggere, a riconoscere, queste “trappole” e smettere di alimentarle rispondendo automaticamente alle sollecitazioni di rivalità o alle richieste di ruolo che ci vengono poste. Non è semplice ma è un passo di grande amore verso se stessi e verso i propri cari.
La terapia sollecita a riconoscere prima di tutto l’appartenenza al proprio sistema familiare che ha trasmesso, assieme a ferite e conflitti, anche risorse, talenti. E’ dunque possibile attingere, proprio all’interno dei nostri copioni familiari, anche nuove capacità e soluzioni.